Odore di ferro e di cacao.
La Repubblica, 4 marzo 2012


 

 


Salerno Editrice - Magma, Roma 2008
Lifegate: People/Planet/Profit - www.lifegate.it
Silvia Passini


Tre racconti in questo libro. Tre giovani donne. Dalla più piccola alla più grande. Dall'infanzia all'adolescenza. Tutte e tre vivono e soprattutto vedono il mondo con una sensibilità particolare. Tutte e tre filtrano l’esistenza con il proprio cuore giovane e bonariamente ingenuo. Agata, una bambina di sei anni, vive in una masseria. E’ una bambina sola, che vede normali e buoni, situazioni e atteggiamenti che di normale e buono hanno ben poco. Lucia, di undici anni, decide dopo aver visto come vive la zia con le amiche, di voler fare la prostituta da grande. E lo annuncia, soddisfatta, ai genitori durante un pranzo domenicale. Elvira, la più grande, di vent’anni, è combattuta tra l’amore per fede, la sua vocazione e l’amore per un padre che le incute troppo timore. Sono storie di giovani ragazze che attraversano l’infanzia e l’adolescenza con un candore speciale, con purezza. Eppure tutta questa purezza nei racconti sfocia in situazioni ambigue e agli occhi del lettore dure da sopportare. Perché? La scrittura candida e immediata di Alessandra Dragone fa da contraltare alle tematiche che vengono affrontate. Intense, spesso pesanti e scomode. E’ la solitudine delle protagoniste che viene sottolineata. Sono gli interrogativi di bambine e adolescenti il comun denominatore dei racconti. Un libro da leggere per pensare all’infanzia e all’adolescenza con più attenzione. Perché i bambini, spesso non sono “cattivi”, ma drammaticamente soli.


da Redattore Sociale -10 Libri Sociale, no.75 - 12 giugno 2008
agenzia quotidiana d'Informazione
/ www.redatoresociale.it

Agata, Elvira e Lucia sono "Bambine cattive". Le loro storie s'intrecciano nel libro di Alessandra Dragone, che, con sensibilità e forza narrativa, racconta la solitudine e l’abbandono di tre figlie, che crescono sole, dovendo a volte difendersi dagli adulti. Il filo rosso, che segue i tre racconti e li lega è, infatti, l'incapacità di ascoltare dei "grandi", che si trasforma in esercizio di potere, mancanza di sincerità, abuso psicologico e fisico. Un’indifferenza di sentimenti, il non voler guardare le cose per quello che sono, che produce legami familiari falsi e morbosi. Alle tre piccole protagoniste il compito, più o meno consapevole, di spezzare menzogne e ipocrisie. Il libro raccoglie tre racconti lunghi: Il gioco di Cola, Alla controra e Buoni frutti. Tre figlie vivono quotidianamente nell’assenza degli adulti. Agata (Il gioco di Cola) ha sei anni; è affidata dalla madre, troppo chiusa in se stessa e i propri dolori, a Cola, custode del podere, che Agata trasforma, negli affetti, nel padre lontano. Ma con Cola crescerà troppo in fretta. Lucia (Alla controra) annuncia ai genitori, nella calma di un pranzo domenicale, che da grande farà la prostituta. E’ il mestiere della sorella di sua madre, che vive con due amiche al piano di sopra della casa dove vive anche Lucia. Per la bambina la zia è diventata un modello positiva. Elvira (Buoni frutti) è vittima di un padre anaffettivo, un politico potente che il lettore incontra sull’orlo di una crisi evidentemente determinante per il suo futuro. Tanto che, per salvare la sua situazione, tenta di sfruttare la vocazione religiosa di sua figlia, che sta per prendere i voti. Una scelta dietro la quale si nascondono misteri e odi familiari svelati al lettore pagina dopo pagina. E' quest'ultimo racconto, più degli altri, a restituire in maniera evidente il disagio di famiglie solo apparentemente felici e equilibrate, a denunciare quanto può essere deformante l’abuso psicologico perpetrato ogni giorno fin dall'infanzia.


Lifegate Magazine - agosto 2008

Agata, sei anni, vive in una masseria. E' una bambina sola, che vede come normali situazioni che di normale e buono hanno ben poco. Lucia, di undici anni, decide dopo aver visto come vive la zia con le amiche, di voler fare la prostituta da grande. E lo annuncia, soddisfatta, ai genitori durante un pranzo domenicale. Elvira, la più grande, di vent'anni, è combattuta fra l'amore per fede e . . .


Leggere tutti, no.32 - settembre 2008

Il rapporto fra storia narrata e lettore spesso Ŕ mediato da uno strumento narrativo non sempre palese e non sempre cercato: il messaggio. Che la letteratura lo contenga o lo voglia rivelare non Ŕ nÚ obbligatorio per lo scrittore nÚ sempre cercato da chi legge. a volte per˛ Ŕ ineludibile, evidente, impressionante. ╚ il caso di "Bambine cattive", opera d’esordio della scrittrice romana Alessandra Dragone, pubblicata il mese scorso da salerno editrice all’interno della nuova collana intitolata “i sostenibili”. nel corso di tre storie, articolate in differenti contesti, si compie il rito della ricerca della verità da parte di tre figlie che, ora come vittime, ora come artefici, si scontrano contro famiglie che non solo non le aiutano ma anzi le ostacolano con ottusa veemenza, artificio, ipocrisia e paura trasformando verità semplici in complesse costruzioni perbeniste che celano verità inconfessabili. Agata, Lucia ed Elvira sono le tre giovanissime protagoniste di storie che si svolgono sulle coste assolate di un’isola siciliana, nella campagna salentina e nella Roma alto borghese col filo conduttore di una tragicitÓ sottile, celata e crescente, nascosta nei teatrini di famiglie apparentemente normali. A leggerle si ha netta l’impressione che l’autrice provi un piacere un po’ maligno nel nascondere sotto i profumi, i colori, il gusto che il lettore trae dalla lettura di queste pagine a volte narrate persino con leggerezza se non addirittura con una buona dose di comicitÓ, la cupa tragicitÓ di certi aspetti della vita sia contadina che piccolo o alto borghese. Come a dire che la solitudine in cui sono lasciate, quella a cui acutamente allude ernesto Caffo, Presidente di telefono azzurro, nella prefazione, non ha ne luogo, nÚ tempo, nÚ attenuanti. L’autrice sembra dirci, infatti, che non bastano cultura o educazione a superare violenze morali nascoste nelle pieghe di famiglie in cui non c’Ŕ la capacitÓ di dire ai bambini, e soprattutto, alle bambine, la verità semplice delle cose. Che si tratti di tre giovanissimi personaggi femminili infatti non Ŕ un caso: l’ottusa ipocrisia, i perbenismo disarmante, la sfacciata malafede si sviluppano contro di loro soprattutto perché donne e questo Ŕ un dato amarissimo ed altrettanto chiaro nel messaggio dell’autrice. La realtà che ne risulta è un mondo adulto avvitato e imbozzolato in rigiditÓ paralizzanti, assurde fino a diventare, con linguaggio ora comico e leggero ora tragico, metafora di un mondo che ha paura di guardarsi allo specchio.

Due delle tre storie che compongono il libro sono state premiate dal prestigioso Premio solinas - storie per il cinema,nel 2005 e nel 2007 e per una di queste Ŕ in corso di lavorazione la sceneggiatura da parte di un’importante casa di produzione cinematografica, a conferma della caratteristica pi¨ forte del linguaggio dell’autrice: la capacitÓ di evocarein modo pittorico, senza mai troppo soffermarsi a descriverle, immagini e fatti che restano nella mente come cose viste davvero.


Dal blog "Bambine cattive"
http://bambinecattive.splinder.com/
05.03.2009

Vi ho già parlato qualche tempo fa del mio "incontro" con Alessandra Dragone, l'autrice del libro "BAMBINE CATTIVE" (Salerno Editrice - I Sostenibili).

Ho finalmente ritagliato un po' di tempo e sono stata felice di aver letto quest'opera prima (e spero prima di una lunga serie). Il libro è strutturato in tre storie, storie di bambine, diverse, di origini diverse, età e classe sociale diversa. Agata, protagonista della prima storia, Lucia della seconda ed Elvira della terza, hanno in comune l'ingenuità nel guardare il mondo. Di cattivo in loro non c'è proprio niente. E' come per il nostro blog, non siamo ne bambine ne tantomeno cattive, ma ci chiamiamo così per ironia. Mentre questre tre bambine/adolescenti/piccole donne, hanno in comune la cattiveria del mondo nei loro confronti. Non posso dire altro del libro perchè vi rovinerei il gusto di leggerlo. Ve lo consigli vivamente, è una lettura piacevole, scorrevole da fare tutta d'un fiato.
   
   
   
   
   




biografia
libri
accade
recensioni
media
blog
links
contatti
home